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Porte Magiche: piccoli portali per tenere aperta la fantasia

22 ore fa
Tempo di lettura: 12 min
finestra magica artigianale con skyline di Firenze e atmosfera notturna
A volte per entrare nella magia non serve nemmeno aprire una porta. Basta lasciare una finestra aperta sulla fantasia.

Una Porta Magica, almeno per me, non è semplicemente una porticina in miniatura.

È un piccolo portale al quale affidare una cosa preziosissima: la fantasia.

Un luogo simbolico attraverso il quale possono passare elfi, fate, topini, sogni, segreti e tutte quelle creature meravigliose che esistono finché continuiamo a lasciare loro almeno un piccolo spazio.

E, come tante delle mie creazioni, anche le Porte Magiche sono cominciate proprio a casa mia.


La prima Porta Magica è stata quella dei miei bambini

La prima l’ho realizzata per i miei figli, alla Porta Magica bisbigliavano i loro segreti, raccontavano quello che era successo durante la giornata e quando cadeva un dentino, naturalmente, anche quella notizia passava da lì.

Mi piaceva tantissimo l’idea che quella porta non fosse mai completamente chiusa, che rimanesse sempre un po’ socchiusa, pronta a lasciar passare una fata, un elfo, il Topino dei dentini o semplicemente un pensiero che aveva bisogno di trovare un posto dove andare.

Oggi i miei ragazzi hanno quindici e tredici anni e quella porticina è ancora nella loro camera.

Probabilmente per loro ormai è diventata semplicemente parte dell’ambiente: una decorazione che è sempre stata lì e alla quale non attribuiscono più il significato che aveva quando erano piccoli.

Ma io, ogni volta che entro nella loro stanza e le passo davanti, quasi senza rendermene conto la muovo sempre un po’. La lascio socchiusa, come se quel piccolo gesto fosse diventato il mio modo di augurare loro una cosa semplicissima: che quella magia non finisca mai del tutto.

Che crescendo continuino comunque a lasciare uno spiraglio aperto alla fantasia, alla meraviglia e a tutto ciò che non ha necessariamente bisogno di essere spiegato per avere valore.


All’inizio c’era il Natale

Le prime Porte Magiche che ho realizzato per altre persone erano legate soprattutto al Natale.

Erano molto più semplici di quelle che realizzo oggi, quasi piatte, pensate principalmente come decorazioni da appendere al muro, con neve, colori natalizi e tutti quei piccoli dettagli che facevano immaginare l’arrivo dell’elfo.

Poi qualcuno ha iniziato a chiedermi: “Ma la porta si può aprire?”

Porta Magica natalizia apribile realizzata a mano con piccole cerniere
Quando mi hanno chiesto “ma si può aprire?”, è iniziata una delle parti più complicate — e più belle — dell’evoluzione delle mie Porte Magiche.

E da una domanda apparentemente semplicissima è cominciato un lavoro decisamente meno semplice.

Realizzare a mano una porticina così piccola che si aprisse davvero significava studiare cerniere, spessori, proporzioni e resistenza.

Ricordo di aver fatto parecchie prove prima di trovare una soluzione che funzionasse e che mantenesse comunque quell’aspetto minuscolo e un po’ magico che volevo.

Oggi probabilmente sembra una cosa scontata, all’epoca, per me, non lo era affatto.

Da quel momento però la Porta Magica non è stata più soltanto una decorazione, era diventata davvero una porta vera, e una volta che si è aperta, diciamo che non si è più richiusa.


E se la magia non finisse a dicembre?


Una volta uscita dal Natale, la Porta Magica ha cominciato ad accompagnare anche altri momenti dell’anno.

Sono arrivate le versioni di Halloween, poi quella dedicata alla Pasqua, con il coniglietto.

E a un certo punto mi è stato chiesto addirittura di realizzare una Porta Magica per ogni stagione.

Ed è una delle idee che mi piacciono di più, perché credo sia stato proprio uno dei momenti in cui ho capito che queste piccole porte non avevano nessuna intenzione di restare confinate a dicembre.

Potevano cambiare fiori, colori, atmosfera, potevano seguire l’anno e soprattutto potevano rimanere in casa molto più a lungo di una decorazione natalizia.


Le Porte Magiche del bosco: dalla festa alla cameretta


Sono nate così anche le Porte Magiche del bosco.

Via la neve, via i colori esclusivamente natalizi, sono arrivati piccoli fiori, foglie, colori più naturali e porticine sempre diverse.


Porta Magica del bosco personalizzata con elfetto e decorazioni floreali
Quando il Natale è uscito di scena, le Porte Magiche hanno iniziato a raccontare piccoli mondi destinati a restare nella cameretta tutto l’anno.

Queste erano pensate soprattutto per la cameretta dei bambini, ma con una differenza fondamentale rispetto alle prime: potevano rimanere lì tutto l’anno.

Non erano più la porta dalla quale aspettare soltanto l’elfo a Natale.

Erano diventate un piccolo accesso permanente a un mondo fantastico.

Ed è anche uno dei motivi per cui oggi le Porte Magiche trovano posto all’interno della Linea Baby, insieme alle altre creazioni pensate per accompagnare la cameretta e il mondo dei bambini.








La Fatina e il Topino dei dentini

Il rito dei dentini, in realtà, era già entrato nella storia delle Porte Magiche quando i miei figli erano piccoli.

Quando cadeva un dente potevano raccontarlo anche a quella loro porticina.

Da lì è nata poi una vera versione dedicata alla Fatina o al Topino dei dentini, pensata anche per accompagnare la scatolina nella quale conservare quei piccoli ricordi.

Mi piace perché in questo caso due oggetti lavorano insieme.

La scatolina dei dentini conserva quello che è successo davvero, la Porta Magica invece si occupa di tutto ciò che possiamo immaginare sia successo durante la notte.

E credo che questi piccoli rituali servano soprattutto a questo: trasformare una tappa della crescita in qualcosa di cui avere un ricordo un po’ più speciale.


Poi le Porte Magiche sono uscite dalla cameretta

A un certo punto è successa una cosa che avevo sperato con tutta me stessa.

Le Porte Magiche hanno cominciato a piacere anche agli adulti.

Qualcuno non le voleva più nella cameretta, le voleva in casa.

Da lì sono nate anche le versioni montate sui tronchetti, pensate per essere appoggiate su una mensola invece che fissate al muro.

Avevano piccoli cappellini a forma di fiore, colori diversi e un aspetto molto più simile a un piccolo oggetto decorativo per la casa.

Ed era ormai evidente che la magia aveva cominciato a cambiare destinatario.

Una di queste porte è diventata perfino il regalo per un sessantesimo compleanno, completamente costruita intorno alle passioni della festeggiata.

E forse è proprio lì che ho capito definitivamente che non esiste un’età oltre la quale una Porta Magica smette di avere senso.


La magia non ha età

Porta Magica personalizzata per adulta con ragazza animali e girasoli
La magia non ha età: questa Porta Magica è diventata un regalo personalizzato per un compleanno adulto, costruito intorno alla festeggiata, ai suoi animali e al suo mondo.

Successivamente le Porte Magiche sono diventate sempre più personalizzate anche nelle persone che raccontavano.

Mi è capitato, per esempio, di realizzarne una come regalo per i trent’anni di una ragazza, insieme ai suoi animali, perché augurare a qualcuno di continuare a tenere accesa la propria magia credo sia uno degli auguri più belli che si possano fare.

Crescere non dovrebbe significare chiudere quella porta, semmai imparare a lasciarla socchiusa anche quando sappiamo perfettamente che dall’altra parte non c’è davvero un elfo, o forse sì.

Meglio non controllare troppo.


Quando la Porta Magica racconta proprio quel bambino

Con i bambini la personalizzazione può prendere ancora altre strade.

Il protagonista può essere rappresentato semplicemente così com’è, con i suoi oggetti, i suoi colori e ciò che ama, oppure può trasformarsi, almeno dentro quella piccola scena, nel suo supereroe preferito.

E poi ci sono le passioni vere.

Una bambina che ama il nuoto, per esempio, può essere raccontata attraverso le sue ciabattine, le medaglie e tutti quei piccoli dettagli che parlano degli obiettivi che sogna di raggiungere.

In questo caso la Porta Magica diventa quasi un augurio:

continua a crederci, continua a immaginarti più avanti, continua a inseguire ciò che ami.

Perché anche questo, secondo me, è fantasia.

Non soltanto immaginare mondi impossibili, ma riuscire a vedere la persona che potresti diventare.


La Porta dei sogni


Porta dei sogni personalizzata con porticina illuminata per cameretta
Una piccola luce accesa nella cameretta, quasi a ricordare che la fantasia può continuare a lavorare anche mentre si dorme.

E poi ci sono le Porte Magiche dedicate ai più piccoli, quando tutto è ancora da immaginare.

La Porta dei sogni, per esempio, può accompagnare un bambino fin dalla nascita.

Una porticina che si illumina al buio e lascia accesa una piccola luce nella cameretta.

Quasi come se ci fosse sempre un punto luminoso pronto a ricordare che lì la fantasia può continuare a lavorare anche mentre si dorme.

Forse è una delle versioni che meglio riassume quello che le Porte Magiche sono diventate per me, non semplicemente qualcosa da guardare, ma un piccolo invito a continuare a immaginare.





Quando la porta protegge anche la famiglia

In alcune porte compare il cane di casa, in altre il gatto.

Ma c’è una Porta Magica alla quale sono particolarmente legata.

In alto compariva il cane che non c’era più, in basso, vicino alle ciabatte, il nuovo cucciolo arrivato successivamente nella famiglia.

L’idea era che i loro sguardi potessero incontrarsi, uno da terra e uno da lassù.

Quasi in una specie di passaggio di consegne, per continuare insieme a proteggere la famiglia e la magia della casa.

In quel momento la Porta Magica non appartiene più necessariamente a un bambino, diventa a tutti gli effetti la Porta Magica della famiglia.

E l’animale non è inserito perché “ci sta bene”, è lì perché appartiene alla storia.


Una porta immaginaria accanto alle chiavi della porta vera


cornice portachiavi da parete con Porta Magica personalizzata
Una porta immaginaria accanto alle chiavi della porta vera: quando la magia entra nella quotidianità della casa.

Poi la Porta Magica è entrata nella quotidianità della casa in un modo ancora più concreto.

Sono nate le cornici portachiavi, nelle quali la porticina trovava posto all’interno di una composizione destinata ad accogliere anche le chiavi della famiglia.

Mi piace molto questa idea perché mette insieme due mondi apparentemente lontanissimi:

una porta immaginaria accanto alle chiavi della porta vera.

La fantasia e la quotidianità nello stesso oggetto.

E forse anche questo è un modo per ricordarsi, tornando a casa ogni giorno, che le due cose possono convivere tranquillamente.


Quando una storia letta diventa una Porta Magica


Sono arrivate poi le porte ispirate a libri, film, serie TV, cartoni animati e mondi fantastici particolarmente amati dai bambini.


Porta Magica ispirata al Gruffalò con personaggi della storia

Mi è capitato, per esempio, di realizzarne alcune ispirate al mondo del Gruffalò, riprendendo il serpente o lo stesso personaggio.

In altri casi il punto di partenza è stato il mondo degli unicorni, oppure atmosfere e dettagli che richiamavano un film, una serie, un cartone animato o un personaggio che faceva già parte dell’immaginario del bambino.

Anche qui, però, il principio rimane sempre lo stesso.

Non si tratta semplicemente di mettere un personaggio accanto a una porticina.

Si tratta di immaginare che quella porta possa diventare davvero l’ingresso nel mondo che quel bambino ama.

Può essere il bosco di una storia letta cento volte.

La casa di un personaggio visto in TV.

Un castello, un mondo incantato, un universo fantastico o anche solo un piccolo dettaglio che chi conosce bene quel bambino riconoscerebbe subito.

Ed è proprio questo che rende la Porta Magica così versatile: può prendere un immaginario già esistente e trasformarlo in un piccolo varco personale verso quella storia.

       


Le finestre con skyline: quando invece di entrare ci si affaccia


Tra le creazioni alle quali sono più legata ci sono poi quelle che, tecnicamente, hanno quasi smesso di essere porte, sono diventate finestre.

L’idea è nata per una persona che si era allontanata da casa e desiderava ritrovare, ogni volta che guardava quella creazione, la magia che respirava affacciandosi alla finestra della propria infanzia.

Da lì sono nate queste piccole aperture sospese su una città.

Ne ho realizzata una dedicata a Firenze e un’altra a Bologna, dove torna anche un piccolo gatto nero come guardiano della scena.

In questo caso non si tratta più di immaginare cosa possa esserci dietro una porta, si tratta di affacciarsi e ritrovare qualcosa che appartiene alla memoria.

Una città.

Una casa.

Un panorama familiare.

Quella sensazione difficile da spiegare che proviamo quando guardiamo un luogo e sappiamo immediatamente di essere, in qualche modo, tornati a casa.

Una delle versioni richiamava chiaramente anche quell’immaginario da fiaba in cui basta aprire una finestra perché qualcuno possa arrivare volando nella notte.

Sì, l’ispirazione era proprio quella della finestra di Peter Pan.


finestra magica artigianale ispirata a un volo notturno sopra la città
Qui la Porta Magica diventa una finestra: non serve più entrare in un mondo fantastico, basta affacciarsi.

E poi la stessa idea è entrata anche nel Natale, con una finestra dalla quale osservare Babbo Natale attraversare lo skyline.

Non sono creazioni che ho riproposto spesso, f

orse sono davvero un po’ “per intenditori”.

Ma continuo a trovarle di una dolcezza e di una magia incredibili, perché qui non è più necessario aprire una porta ed entrare.

Basta affacciarsi per sentirsi di nuovo a casa.


Quando la Porta Magica diventa un piccolo augurio di Natale


A un certo punto le Porte Magiche sono diventate anche piccolissime.

Ne ho realizzate in versione mini, pensate proprio come decorazioni per l’albero di Natale: alcune a forma di porticina, altre inserite in piccoli cuori, tutte diverse tra loro.

In questo caso la Porta Magica perdeva la funzione di elemento da lasciare tutto l’anno e tornava, in un certo senso, al Natale.

Ma lo faceva in una forma nuova.

Non era più soltanto una decorazione per la cameretta o per la casa.

Diventava un piccolo regalo da appendere all’albero, scelto per amici e parenti come augurio.

Una porticina minuscola da regalare quasi come a dire:

“Che ci sia sempre uno spazio aperto per un po’ di magia.”

E forse proprio per questo mi piacevano così tanto: erano piccole, semplici, ma racchiudevano tutto il significato che negli anni avevo dato alle Porte Magiche.


Da una porticina natalizia a tutto questo

Quando guardo indietro mi fa sorridere pensare che tutto sia cominciato da una piccola porta natalizia.

Porta Magica artigianale ispirata alla casetta di pan di zenzero
Una dolcissima Porta Magica ispirata alle casette di pan di zenzero

Poi, negli anni, non sono cambiate soltanto le storie che queste porte raccontavano.

Sono cambiati i supporti, le occasioni per cui venivano regalate e perfino il modo in cui entravano a far parte di altre creazioni.

All’inizio erano soprattutto decorative: quasi piatte, pensate per essere appese alla parete e legate al Natale.

Poi è arrivata la richiesta di poterle aprire davvero, e quella che oggi può sembrare una modifica semplice è stata invece una delle parti più complicate di tutto il progetto.

Ho dovuto studiare da sola come inserire le cerniere, come permettere alla porticina di muoversi e, allo stesso tempo, mantenere una struttura abbastanza resistente.

Perché resta comunque un oggetto artigianale costruito e modellato a mano, non una porticina stampata in plastica.

Le versioni apribili hanno quindi trovato posto soprattutto sulle cornici, che potevano sostenere meglio la struttura e permettere alla porta di continuare a funzionare.

Poi sono arrivati i tronchetti, pensati per chi non voleva appendere nulla alla parete e preferiva una Porta Magica da appoggiare su una mensola o su un mobile.

E infine sono diventate anche piccolissime: mini Porte Magiche da appendere all’albero di Natale, in forme diverse, scelte anche come piccoli regali per amici e parenti.


Sono cambiate anche le occasioni

Se all’inizio la Porta Magica apparteneva quasi esclusivamente al Natale, col tempo ha cominciato ad accompagnare momenti completamente diversi.

È diventata un regalo per una nascita, per un compleanno di un bambino, ma anche per il compleanno di un adulto.

È arrivata a raccontare passioni, famiglie, animali e case.

E naturalmente non si è fermata alle feste dei bambini, è nata perfino una Porta Magica per San Valentino, strapiena di cuori come piace a me, trasformandosi così in un regalo per la coppia o, più in generale, per la famiglia.

E questa è forse una delle evoluzioni che mi diverte di più: la stessa idea nata per aspettare un elfo a Natale è riuscita, negli anni, a trovare un significato dentro occasioni completamente diverse.


E poi hanno iniziato a dialogare con altre creazioni

porta magica ispirata al celebre elefantino e la sua piuma
il mondo delle fiabe entra nelle porte magiche per farci sognare ancora di più

Con il tempo le Porte Magiche hanno smesso anche di vivere da sole.

Si sono coordinate con le targhette per la cameretta, riprendendone colori, soggetti o piccoli mondi.

Sono diventate il complemento delle scatole dei dentini, trasformando la caduta del primo dentino in un vero piccolo rito.

Si sono affiancate ai ritratti personalizzati, entrando dentro storie di famiglia, animali e persone.

E sono diventate perfino portachiavi da parete, unendo una porta immaginaria alle chiavi della porta vera di casa.


Quindi oggi una Porta Magica può essere tante cose.

Può essere una decorazione.

Può essere una vera porticina da aprire.

Può stare appesa alla parete oppure su una mensola.

Può diventare parte di una cornice.

Può custodire le chiavi di casa.

Può accompagnare un altro regalo.

Oppure può essere così piccola da finire tra i rami dell’albero di Natale.

Ma, dopo tutti questi anni, credo che il significato sia rimasto sempre quello della prima porticina che avevo realizzato per i miei figli.

Lasciarla sempre un po’ socchiusa.

Perché non sappiamo mai quando potremmo avere bisogno di far passare un po’ di magia.


Non sono porte per tutti. E forse è proprio questo il loro valore.

Mentre scrivo questo articolo e riguardo alcune di queste creazioni, devo ammettere che da una parte mi dispiace e dall’altra mi stupisce un po’ che non abbiano trovato una diffusione maggiore.

Su alcune avevo investito davvero tanto: tempo, sperimentazione, idee e anche il tentativo di raccontarle e farle conoscere, poi però, riguardandole oggi tutte insieme, mi rendo conto anche di una cosa.

Le Porte Magiche non sono un regalo per tutti.

Non perché siano difficili da capire nel senso pratico del termine, ma perché per apprezzarle davvero bisogna fermarsi un momento e andare oltre la porticina, il fiore, il personaggio o la decorazione.

Bisogna coglierne il significato.

La Porta Magica dell’elfo di Natale ha avuto negli anni una diffusione completamente diversa, oggi è un oggetto conosciutissimo e sotto Natale se ne trovano praticamente ovunque.

Le altre Porte Magiche, invece, sono rimaste molto più di nicchia, e forse è inevitabile.

Perché chi me le ha commissionate negli anni non cercava semplicemente qualcosa di carino da mettere in cameretta o sopra una mensola, cercava un messaggio.

Qualcuno voleva dire a un bambino: “Continua a sognare.”

Qualcun altro voleva augurare a una ragazza ormai adulta di non perdere quella parte di sé.

Qualcuno voleva tenere vicini, attraverso una piccola porta, un cane che non c’era più e quello appena arrivato.

Qualcun altro voleva trasformare una passione, una città, una storia letta cento volte o un piccolo rito familiare in un angolo di magia da lasciare in casa.

Ed è forse proprio per questo che, per ordinare una Porta Magica, serve prima di tutto sentire quello che dovrebbe rappresentare.

Non è tanto una decorazione da scegliere, è un augurio da affidare a qualcuno.

E, riguardandole oggi, credo che sia anche il motivo per cui continuo ad essere così legata a queste creazioni, nonostante non siano mai diventate uno dei miei prodotti più diffusi.

Perché quando trovano la persona giusta, succede esattamente quello che speravo succedesse con la prima porticina dei miei bambini:

rimane sempre un piccolo spiraglio aperto alla fantasia.

E se guardando queste Porte Magiche hai già pensato alla persona per cui ne vorresti una, raccontami la sua storia.

Da lì possiamo capire insieme cosa dovrebbe esserci dietro quella porta.


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