Ritratto personalizzato da foto: come scegliere l’immagine giusta
Aggiornamento: 9 ore fa

Hai deciso di regalare — o regalarti — un ritratto personalizzato, perfetto!
Poi arriva il momento di scegliere le fotografie da mandarmi e improvvisamente la galleria del telefono, con le sue migliaia di immagini, sembra trasformarsi in una missione impossibile.
Quale foto scelgo? Deve essere perfetta? Dobbiamo esserci tutti insieme? Posso mandarti immagini diverse? E se nel frattempo ho cambiato capelli o occhiali?
Partiamo da una buona notizia: per realizzare un ritratto personalizzato da foto non mi serve necessariamente “la fotografia perfetta”.
Mi servono invece fotografie che mi permettano di raccogliere le informazioni giuste, perché il mio lavoro non consiste nel copiare una fotografia, consiste nel prendere da quelle immagini ciò che racconta davvero una persona — o una famiglia — e reinterpretarlo nel mio stile.
Ritratto personalizzato da foto: quale immagine scegliere?
La prima cosa importante da sapere è che il mio stile non è fotografico, non realizzo copie realistiche dei lineamenti e non trasformo una fotografia in una sua versione modellata.
Se una persona ha, per esempio, un naso aquilino, non significa che io realizzerò un piccolo naso aquilino identico.
I volti vengono costruiti attraverso i miei visini, le mie proporzioni e il mio stile cartoon.
Quello che cerco nelle fotografie sono invece quei dettagli che aiutano a rendere quella persona riconoscibile dentro il mio linguaggio:
capelli e acconciatura;
colore degli occhi;
sopracciglia;
occhiali;
barba;
abbigliamento;
piccoli particolari caratteristici.
A volte può essere perfino un neo.
Mi è capitato che qualcuno mi dicesse: “Quel neo per me è importante, mettilo.”
E naturalmente si può fare, sempre ricordandoci però che un viso, in un ritratto, può essere grande appena due centimetri e mezzo.
Quindi in miniatura bisogna necessariamente capire quali dettagli hanno davvero senso.
La fotografia, insomma, non mi dice come devo modellare il tuo volto.
Mi aiuta a capire quali dettagli devo portare dentro il mio stile.
Deve esserci una foto con tutti insieme?
No.
Per realizzare un ritratto personalizzato da foto non è necessario che tutte le persone siano presenti nella stessa fotografia.
Posso lavorare partendo da immagini diverse e utilizzare ciascuna per raccogliere le informazioni che mi servono: capelli, occhi, occhiali, abbigliamento, proporzioni o altri piccoli dettagli.
Quando però esiste una fotografia d’insieme, mandamela: può essere particolarmente utile.
Mi aiuta, per esempio, a capire meglio le proporzioni tra adulti e bambini, soprattutto perché i miei ritratti vengono realizzati tendenzialmente a mezzo busto.
Se un bambino è in collo a un genitore, vedere come stanno insieme può aiutarmi a costruire una composizione più naturale.
Lo stesso vale per gli animali: una fotografia insieme al proprietario può essere utile per capire meglio proporzioni e dimensioni.

A volte una fotografia mi suggerisce anche la composizione. In questo caso non ho ripreso soltanto gli abiti: ho mantenuto anche la posizione dei due fratelli e lo sguardo della bambina verso il fratello, perché funzionava bene anche nella mia versione cartoon.
Naturalmente le fotografie dei clienti che ricevo per realizzare i ritratti restano private: non le utilizzo come materiale da pubblicare per mostrare il “prima e dopo” se non dopo averle coperte con i miei riconoscibili cuoricini bianchi. Anche questo è Flipperandme.
E se oggi non sono più come nella fotografia?
Succede molto più spesso di quanto immagini.
Mi mandate una fotografia e poi aggiungete: “Però adesso ho cambiato gli occhiali.”
Oppure: “Ho tagliato i capelli.”,“Adesso li porto più scuri.”,“Per gli occhiali guarda quest’altra foto.”
Va benissimo, purché non andate dal parrucchiere mentre sono ad impastare il ritratto!
Non dobbiamo scegliere una fotografia e rimanerne prigionieri, posso utilizzare un’immagine per capire la composizione generale, un’altra per vedere meglio i capelli, un’altra ancora per gli occhiali o per un particolare che nel frattempo è cambiato.
Più che chiederti: “Qual è la fotografia giusta?”
la vera domanda è: “Quali informazioni mi servono per rappresentarti come sei — o come vuoi essere rappresentato — oggi?”
Una foto basta o è meglio mandarne più di una?
Se hai più fotografie utili, mandamele.
Non significa che mi servano cinquanta immagini per ciascuna persona — altrimenti rischio di trasferirmi direttamente nella vostra galleria fotografica 😜 — ma qualche riferimento in più spesso aiuta, insieme ad una breve descrizione sul colore occhi, capelli e preferenze abbigliamento.
Quanto deve essere nitida la fotografia?
Non serve una fotografia professionale, serve però che i dettagli importanti siano visibili.
Se nella fotografia ci sono dodici persone riprese da cinquanta metri di distanza, inevitabilmente avrò poche informazioni sui volti.
Lo stesso vale per immagini molto sfocate, molto affollate dove non capisco chi devo riprodurre.
Se hai dubbi, la soluzione più semplice rimane questa:
mandami più fotografie e vediamo insieme quali possono essermi più utili.
Il ritratto sarà uguale alla fotografia?
No.
E preferisco dirtelo chiaramente, Il mio ritratto non è una copia fotografica.
Non cerco di riprodurre in miniatura la forma esatta del naso, della bocca o degli zigomi.
Cerco invece quei particolari che, inseriti nel mio stile, riescono a far pensare:
“Sì, quello è proprio lui.”
Un’acconciatura.
Gli occhiali.
Le sopracciglia.
Una barba.
Un neo a cui tenete.
Un colore.
Un capo d’abbigliamento.
Un animale che deve assolutamente esserci.
La somiglianza, nel mio lavoro, non nasce dal realismo, nasce dall’insieme dei dettagli giusti.
Ed è proprio questo il motivo per cui è importante guardare il mio stile prima di commissionarmi un lavoro: quello che realizzerò sarà una persona raccontata attraverso Flipperandme, non una fotografia tridimensionale.
Posso aggiungere qualcosa che nella fotografia non c’è?
Assolutamente sì.
Ed è proprio qui che un ritratto personalizzato smette ancora di più di essere la semplice trasformazione di una foto.

Possiamo aggiungere passioni, professioni, oggetti, simboli, animali, dettagli legati a un’occasione speciale.
Un compleanno può avere il numero degli anni.
Una laurea può raccontare il percorso di studi.
Una pensione può finalmente mostrare quella persona con lo zaino da trekking pronta a godersi il tempo libero. 😜
Un medico, un’ostetrica, una maestra, una catechista o un allenatore possono essere rappresentati attraverso qualcosa che racconti ciò che hanno significato per chi sta facendo il regalo.
Perché qualche volta un piccolo oggetto dice molto più del volto.
Un ritratto non ha una sola occasione
Negli anni i ritratti sono diventati una delle creazioni più trasversali del mio lavoro.
Sono nati per compleanni, magari con il numero degli anni.
Per lauree.
Per pensionamenti.
Come regalo per l'inaugurazione di una nuova attività.
Per ringraziare maestre, catechiste e allenatori.
Per dire grazie a una persona che ha avuto un ruolo importante: un’ostetrica, un medico, un professionista che ha accompagnato un momento delicato della vita.
Sono diventati regali per la Festa dei Nonni, per San Valentino, per battesimi, comunioni, anniversari di matrimonio e naturalmente per i matrimoni.
Qualche volta raccontano due innamorati, qualche volta un’intera famiglia, qualche volta celebrano l’arrivo di un nuovo cane o di un gatto, e qualche volta servono a tenere vicino anche chi non c’è più.

Mi è capitato, per esempio, che delle figlie regalassero alla mamma un ritratto con tutti i suoi animali, quelli ancora presenti e quelli che avevano fatto parte della famiglia in passato.
La mamma aveva precedentemente regalato loro un ritratto che avevano amato fino alla commozione.
Loro hanno ricambiato mettendo dentro quella cornice tutta la sua famiglia a quattro zampe.
Ed è uno di quei casi che raccontano perfettamente quanto un ritratto possa essere molto più di “una miniatura da una foto”.
Un ritratto può raccontare anche solo un piccolo mondo
Non sempre serve rappresentare una famiglia intera. A volte basta un cane, un gatto, un oggetto del cuore, una passione o una combinazione di dettagli scelti con cura per raccontare una persona o una coppia.
È per questo che i ritratti personalizzati possono nascere in tantissime forme diverse: non raccontano solo chi siamo, ma anche ciò che amiamo.
E se il protagonista è solo il cane?

Si può fare anche questo, non è obbligatorio che in un ritratto ci siano persone.
Ho realizzato, per esempio, un portachiavi da parete “Benvenuti a casa di Buc”, dove il vero padrone di casa era semplicemente lui: Buc. 😜
Ed è una delle possibilità che amo perché racconta una cosa che chi vive con un animale conosce benissimo:
non è “il cane della famiglia”. È famiglia.

Altre volte, invece, un ritratto può raccontare un mondo senza raffigurare direttamente le persone.
Mi è capitato, per esempio, di realizzare composizioni in cui non comparivano gli sposi, ma c’erano solo gli elementi che li raccontavano:i gatti, una bicicletta, un paio di scarpe con il tacco, piccoli oggetti simbolici.
In questi casi il ritratto non rappresenta semplicemente delle facce, ma una storia, un’atmosfera, un modo di essere.
Ed è proprio questo uno degli aspetti che amo di più dei ritratti personalizzati: possono raccontare le persone anche attraverso ciò che amano, non solo attraverso il loro volto.
Cani, gatti… e cavalli

Naturalmente non esistono soltanto cani e gatti.
Mi è capitato anche di progettare supporti particolari per raccontare passioni molto specifiche.
Per un’amante dei cavalli, per esempio, ho utilizzato un ferro di cavallo come supporto modellato interamente a mano in fimo, inserendo naturalmente anche il suo cavallo.
In casi come questo il supporto stesso entra nella storia e diventa parte della personalizzazione.
Semplice? No, ma decisamente personalizzato!
Tre stili diversi
Sul sito trovi tre principali possibilità:
Stile classico, stile cartoon, stile supereroi.
Sono tre modi diversi di interpretare la stessa idea, sempre mantenendo il linguaggio Flipperandme.
Scopri i ritratti personalizzati e i supporti disponibili nella pagina dedicata
Quante persone possono esserci in un ritratto personalizzato?
Non c’è un numero fisso.

Negli anni ho realizzato ritratti con una sola persona e altri con famiglie davvero numerose, fino ad arrivare a 15 persone nello stesso progetto.
Le dimensioni dei miei ritratti sono normalmente standard e le figure vengono realizzate tendenzialmente a mezzo busto.
Fanno eccezione soprattutto i bambini più piccoli, che qualche volta rendono meglio se rappresentati un po’ più per intero: posso aggiungere, per esempio, i piedini oppure, per le bambine, una gonnellina svolazzante, in modo da dare maggiore movimento alla composizione.

Le figure nei miei ritratti sono generalmente a mezzo busto, perché in pochi centimetri è il formato che mi permette di lavorare meglio sui dettagli. Ma non è una regola assoluta: quando una posa o una storia funzionano anche a figura intera senza rendere la composizione fragile o poco leggibile, quando lo spazio lo permette, sono ben felice di adattare il progetto.
E se siamo davvero tantissimi?
Sul sito trovi i supporti che utilizzo normalmente.
Quando però la famiglia è particolarmente numerosa può essere necessario cercare una soluzione fuori standard, è successo proprio con una famiglia di 15 persone.

Per riuscire a farle stare tutte ho utilizzato una grande cornice tripla, scelta appositamente per quel progetto.
In questi casi il supporto diventa parte della progettazione e deve essere valutato in base a ciò che riesco a trovare, alle dimensioni necessarie e naturalmente al costo reale della struttura.
Non significa quindi che una famiglia numerosa non possa essere rappresentata.
Significa semplicemente che dobbiamo studiare insieme il modo migliore per farcela stare tutta.
I ritratti sono cambiati nel tempo
All’inizio erano molto più piccoli, poi, quasi senza accorgermene, si sono ingranditi tra le mie mani.
Perché nel tempo ho avuto sempre più voglia di aggiungere particolari e lavorare su dimensioni troppo ridotte iniziava a impedirmi di fare tutto quello che avevo in mente.
Più spazio significa più possibilità di lavorare su capelli, occhi, abbigliamento, animali e piccoli oggetti.
E probabilmente continueranno ancora a cambiare.
Perché una delle poche cose che posso promettere sul mio lavoro è che non riesco proprio a smettere di cercare di migliorarlo. 😜
Su quali supporti realizzo i ritratti personalizzati?
I supporti disponibili li trovi sempre indicati sul sito, così puoi vedere con chiarezza le soluzioni che utilizzo più spesso e le loro dimensioni.
Nel tempo ho realizzato ritratti su supporti diversi, ma ci sono alcune basi che fanno ormai parte del mio modo di lavorare e che tornano più spesso nelle richieste.

Tra queste ci sono anche le casette che hanno conquistato nel tempo un posto tutto loro.
Forse perché riescono a dare subito l’idea di casa, famiglia, affetto e quotidianità, ma anche perché non sono una semplice base su cui appoggiare le miniature.
Ogni casetta viene infatti realizzata a mano, completamente in Fimo.
La parte davanti rimane quasi sempre chiara e delicata: mi serve per lasciare spazio ai personaggi, ai cuori, ai nomi e ai dettagli che devono emergere con armonia.
Il retro, invece, può essere lavorato e colorato in modo personalizzato.
È un dettaglio che magari non si nota subito in foto, ma che racconta bene quanta progettazione ci sia anche dietro a un supporto che può sembrare semplice.
E se arriva un nuovo membro della famiglia?
E se in famiglia arriva un nuovo membro?
Questa è una domanda che mi viene fatta sempre più spesso.
Per molto tempo la mia risposta istintiva era: “è difficile”.
Perché lo è davvero.
Quando realizzo un ritratto, costruisco una composizione che ha già un suo equilibrio: un abbraccio, una disposizione, un incastro tra i personaggi, aggiungere dopo un nuovo membro senza rompere quell’armonia non è sempre semplice.
Nel caso delle casette, però, ho trovato una soluzione che funziona molto bene: posso realizzare un cuore aggiuntivo, di misura intermedia tra la casetta e il cuoricino più piccolo, da inserire facilmente nella composizione.
La cosa bella è che, in questo caso, non serve rispedirmi indietro tutto il lavoro. Preparo il nuovo elemento e chi lo riceve può montarlo con facilità, risparmiando anche una doppia spedizione.
Nel caso delle cornici, invece, la situazione è più delicata, qui spesso la soluzione migliore è che la cornice mi venga restituita, così posso valutare dal vivo come inserire il nuovo componente.
Per gli animali è generalmente più semplice, perché spesso riescono a occupare spazi liberi in modo armonioso, per i bambini, invece, è più complicato, perché nella maggior parte dei casi dovrebbero stare in braccio o interagire in modo più stretto con il resto della famiglia.
Insomma: si può valutare, ma dipende molto dal tipo di supporto e dalla composizione iniziale, e tra tutte le soluzioni, la casetta è sicuramente quella che si presta meglio a crescere insieme alla famiglia.
Matrimonio: quando ritratto e fotografia stanno insieme

Tra i supporti entrati più recentemente nel mio lavoro c’è anche una cornice a libro che viene scelta molto spesso per matrimoni e anniversari.
Da una parte posso realizzare la miniatura degli sposi, dall’altra può trovare posto la loro fotografia.
È un supporto che mi piace particolarmente perché mette vicine due cose molto diverse: la fotografia reale e la mia interpretazione della coppia.
Non sempre riesco a trovarla disponibile, ma quando c’è è diventato uno dei supporti più amati.
Da cosa dipende il prezzo di un ritratto personalizzato?
Il prezzo dipende principalmente da quante persone devono essere rappresentate, dalla presenza di eventuali animali e dagli elementi aggiuntivi da modellare.
Può variare in base a:
numero di persone;
presenza di uno o più animali;
tipo di supporto;
eventuali oggetti o dettagli aggiuntivi;
complessità complessiva del progetto.
Le dimensioni dei miei ritratti sono normalmente standard.
Quando però il progetto è particolarmente numeroso e serve un supporto fuori standard — come nel caso della famiglia da 15 persone — il prezzo deve naturalmente tenere conto anche del tipo di struttura che riesco a trovare e del suo costo.
Ci sono invece elementi che non considero extra.
Per esempio una fotografia o una dedica inserita all’interno della cornice non fanno aumentare il prezzo.
Quello che incide davvero è soprattutto ciò che devo modellare, perché ogni persona, animale o oggetto significa materiale, lavoro e soprattutto tempo.
Qual è quindi la foto giusta?
Stili, formati, animali, famiglie e supporti diversi: non serve trovare la fotografia perfetta, ma darmi le informazioni giuste per costruire il progetto.
Se hai una fotografia bellissima in cui si vede tutto, perfetto.
Se invece hai una foto buona del volto, una in cui si vedono meglio i capelli, una con gli occhiali nuovi, una del cane, una dell’abito che vorresti, e magari nessuna in cui siete tutti insieme…va bene lo stesso.
Perché il mio lavoro non consiste nel copiare una fotografia, consiste nel raccogliere da quelle immagini i dettagli giusti e trasformarli in qualcosa che parla di voi.
Un ritratto può diventare anche una decorazione di Natale

A volte il ritratto può diventare anche un piccolo regalo da appendere all’albero.
In questo caso il progetto può essere più semplice: una persona in stile cartoon, con abiti standard e pochi dettagli essenziali, trasformata in una decorazione natalizia personalizzata.
È una soluzione diversa rispetto ai ritratti più complessi in cornice, ma segue la stessa logica: partire da una persona reale e raccontarla attraverso il mio stile.
Se vuoi vedere altri esempi di questo tipo, nel blog trovi anche l’articolo dedicato alle decorazioni di Natale personalizzate.
Hai già le foto ma non sai quali mandarmi?
Mandamele.
Non devi capire da solo quale sia tecnicamente la fotografia più utile, possiamo guardare insieme i riferimenti che hai e capire quali informazioni mi servono davvero.
E da lì possiamo iniziare a costruire il tuo ritratto personalizzato.






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